Cerca nel blog
mercoledì 3 novembre 2010
Il Brasile umilia l'Italia
Dopo la sconfitta per 3-2 subita dalla Repubblica Ceca ci si aspettava una reazione d'orgoglio delle azzurre contro le fortissime brasiliane. Aspettativa delusa perchè l'Italia non solo ha perso la partita con un sonoro 3-0, ma è stata letteralmente umiliata nell'ultimo set chiuso sul 25 a 7. Diventa persino difficile commentare i singoli set, basterebbe solo indicare i relativi punteggi, 25-16, 25-19 e 25-7, per rendere esplicita l'impotenza delle azzurre, mai in partita e mai capaci di dare almeno filo da torcere alle campionesse olimpiche. La ricezione ha fatto acqua da tutte le parti, mentre le brasiliane a muro e in difesa hanno avuto vita facile. Ortolani quasi mai chiamata in causa dalla Lo Bianco, gioco prevedibile e ripetitivo. Il secondo set è stato la copia esatta del primo, con l'attaccante Natalia che demolisce a pallonate la difesa azzurra. Nel terzo set ci si aspettava un minimo di orgoglio, una minima reazione....e invece è arrivata l'umiliazione totale. C'è da dire che il Brasile è una squadra formidabile e non lo scopriamo certo oggi dopo questa prestazione...ma da qui a farsi umiliare ce ne passa, un 25-7 subito in quel modo è inaudito a questi livelli.
Le nostre ragazze devono dimenticare in fretta questa dura lezione, sabato infatti inizia la seconda fase del torneo in cui le azzurre affronteranno Stati Uniti, Germania, e una tra Thailandia e Croazia. La strada è in salita, per arrivare tra le prime quattro, bissando così il risultato dell'ultima edizione, servirà una vera impresa, alla luce di questa ultima terribile prestazione.
MDZ
martedì 2 novembre 2010
Serie A, il punto dopo 9 giornate
La giornata "spezzatino" appena archiviata ci offre numerosi spunti di riflessione. Iniziamo con una nota statistica. La nona giornata entrerà negli almanacchi del calcio: è stato eguagliato il record di vittorie esterne, ben 6, come non succedeva dagli anni 30, dato molto significativo che evidenzia l'incertezza e il livellamento dei valori in campo. Certo, siamo appena ad un quarto del campionato, alla lunga probabilmente i valori delle squadre più attrezzate emergeranno ma per ora, Lazio a parte, tutte le squadre sono a dir poco altalenanti.
La capolista Lazio non ferma la sua corsa da record battendo in trasferta il Palermo per 1-0 grazie ad un gol capolavoro di Dias e alle parate di un Muslera in versione uomo ragno. Quasi tutti gli addetti ai lavori si aspettavano uno stop degli uomini di Reja e invece...hanno ottenuto una vittoria da grande squadra, cinica e compatta. E se dovesse arrivare la vittoria contro la Roma il volo dell'aquila potrebbe diventare inarrestabile.
I rosanero avrebbero meritato di più, ma hanno sciupato troppo. Per quanto Zamparini manterrà la calma? Il Renzo Barbera di Palermo, non è mai stato terra di facile conquista come in questo inizio stagione: in 7 partite, tra campionato ed europa league due sole vittorie, due pareggi e ben tre sconfitte. Troppe aspettative sui palermitani privi del faro Miccoli: hanno cambiato molto dalla scorsa stagione e la rosa è alle prime esperienze nel massimo campionato italiano. Pastore a parte ci sono solo note negative, vedi la mancata esplosione di Hernandez e gli stenti del reparto offensivo. Domenica sera a Palermo arriverà il Genoa....è già tempo di dentro o fuori per Rossi?
A meno 4 dalla capolista troviamo l'Inter che supera il Genoa al Ferraris (altro stadio una volta fortino ora terra di conquiste) grazie ad un goal del redento Muntari....o meglio grazie alla papera dell'incertissimo Eduardo, non nuovo a topiche di questo genere. La vittoria di Genova, dove l'Inter non ha brillato, lascia in eredità a Benitez la sicurezza di una difesa imperforabile, solo 4 goal subiti in 9 gare, ma anche gli infortuni che hanno colpito questa volta Julio Cesar e Cambiasso. Davvero troppi gli infortuni che funestano la rosa nerazzurra da inizio stagione che ha dovuto già fare i conti con le assenze di Tiago Motta, Milito, Maicon, Cambiasso, Samuel, Lucio, Pandev, Mariga. Benitez ha dovuto giocarsi questo inizio di stagione mettendo in campo i ragazzini Coutinho e Biabiany, promettenti ma ancora acerbi per portare la croce in tutte le competizioni. Tutti si chiedono dove sarebbero i nerazzurri se non ci fosse un Eto'o in forma stellare...e io rispondo chiedendomi dove sarebbero con la rosa sempre al completo. Staremo a vedere cosa saranno capaci di fare a ranghi completi. Inizio di stagione deludente per la banda di Gasperini, ai ferri corti con Preziosi, considerando i soldi spesi nel mercato estivo...evidentemente spesi non al meglio.
La capolista Lazio non ferma la sua corsa da record battendo in trasferta il Palermo per 1-0 grazie ad un gol capolavoro di Dias e alle parate di un Muslera in versione uomo ragno. Quasi tutti gli addetti ai lavori si aspettavano uno stop degli uomini di Reja e invece...hanno ottenuto una vittoria da grande squadra, cinica e compatta. E se dovesse arrivare la vittoria contro la Roma il volo dell'aquila potrebbe diventare inarrestabile.
I rosanero avrebbero meritato di più, ma hanno sciupato troppo. Per quanto Zamparini manterrà la calma? Il Renzo Barbera di Palermo, non è mai stato terra di facile conquista come in questo inizio stagione: in 7 partite, tra campionato ed europa league due sole vittorie, due pareggi e ben tre sconfitte. Troppe aspettative sui palermitani privi del faro Miccoli: hanno cambiato molto dalla scorsa stagione e la rosa è alle prime esperienze nel massimo campionato italiano. Pastore a parte ci sono solo note negative, vedi la mancata esplosione di Hernandez e gli stenti del reparto offensivo. Domenica sera a Palermo arriverà il Genoa....è già tempo di dentro o fuori per Rossi?
A meno 4 dalla capolista troviamo l'Inter che supera il Genoa al Ferraris (altro stadio una volta fortino ora terra di conquiste) grazie ad un goal del redento Muntari....o meglio grazie alla papera dell'incertissimo Eduardo, non nuovo a topiche di questo genere. La vittoria di Genova, dove l'Inter non ha brillato, lascia in eredità a Benitez la sicurezza di una difesa imperforabile, solo 4 goal subiti in 9 gare, ma anche gli infortuni che hanno colpito questa volta Julio Cesar e Cambiasso. Davvero troppi gli infortuni che funestano la rosa nerazzurra da inizio stagione che ha dovuto già fare i conti con le assenze di Tiago Motta, Milito, Maicon, Cambiasso, Samuel, Lucio, Pandev, Mariga. Benitez ha dovuto giocarsi questo inizio di stagione mettendo in campo i ragazzini Coutinho e Biabiany, promettenti ma ancora acerbi per portare la croce in tutte le competizioni. Tutti si chiedono dove sarebbero i nerazzurri se non ci fosse un Eto'o in forma stellare...e io rispondo chiedendomi dove sarebbero con la rosa sempre al completo. Staremo a vedere cosa saranno capaci di fare a ranghi completi. Inizio di stagione deludente per la banda di Gasperini, ai ferri corti con Preziosi, considerando i soldi spesi nel mercato estivo...evidentemente spesi non al meglio.
Altra clamorosa vittoria esterna nel match clou della giornata, in cui la Juve ha battuto per 2-1 il Milan a San Siro, cosa che non accadeva da 5 anni. Vittoria importantissima per i bianconeri non tanto per i tre punti conquistati, comunque fondamentali per non sprofondare nel centro della classifica, ma soprattutto per quella sicurezza nei propri mezzi spazzata via dalle ultime stagioni. Il cantiere è ancora aperto ma la direzione è quella giusta come dimostrano i 4 punti ottenuti a Milano nei due scontri diretti. Ora Del Neri, che si trova alla pari del collega Benitez alle prese con un'infinita emergenza infortuni (Martinez, De Ceglie fratturati e out per 2-3 mesi, Manninger per 1) dovrà cercare di gestire la rosa e di trovare la continuità per fare una stagione importante in Italia e in Europa. Magari a Gennaio potrebbe dargli una mano Marotta....I Rossoneri, che venivano da 4 vittorie consecutive, dopo un ottimo inizio si sono sgonfiati e hanno evidenziato tutti i loro limiti. Difesa incerta, centrocampo poco propositivo ed incapace di sostenere il peso delle tre star dell'attacco, sopratutto quando sono, come in questo caso, in giornata decisamente no, Pato su tutti. Dopo la netta sconfitta di Madrid arriva l'ennesima bocciatura in un big match, tra l'altro contro una Juve apparsa non irresistibile. E tra poche ore arriva Mourinho col suo Real.....
Il Napoli ottiene 3 punti importantissimi a Brescia in un campo reso pesantissimo dalla pioggia, confermandosi squadra da trasferta, letale nelle ripartenze e negli spazi aperti. Positive le prove dei giovani acquisti Yebda e Sosa, notizia importante per Mazzarri. Il sogno Champions continua, ma i partenopei devono iniziare ad imporre il loro gioco piuttosto che giocare di rimessa. Certo, con le doti di Lavezzi, Cavani, Hamsik il contropiede viene quasi naturale ma contro squadre organizzate vincere sarà difficile. Malissimo il Brescia che dopo un'inizio scoppiettante colleziona la quinta sconfitta consecutiva: le rondinelle sono in piena crisi e la panchina di Iachini, mai in completa sintonia con il Patron Corioni sin dalla passata stagione, è a dir poco traballante...e sabato c'è la trasferta al Meazza contro l'Inter.
L'Udinese è la copia vista allo specchio del Brescia: dopo una partenza disastrosa con 1 punto in 5 partite ottiene a Bari il quarto successo consecutivo grazie alla magia del ritrovato Sanchez e al gol di Isla. A Udine hanno fatto benissimo a non perdere la pazienza, la rosa ha ottimi elementi, è guidata da un buon tecnico come Guidolin e si potrà togliere delle belle soddisfazioni. A proposito di serie positive e negative....il Bari di Ventura è alla quarta sconfitta consecutiva e sembra aver perso quel gioco veloce e frizzante che l'ha consacrato rivelazione della scorsa stagione. Dopo l'illusoria vittoria all'esordio contro la Juve la squadra ha stentato e è invischiata in una pericolosa crisi d'identità e di risultati. La salvezza sarà difficile di questo passo, considerando che probabilmente la quota dei punti necessari si alzerà. Domenica c'è il Milan, l'esame è di quelli importanti per Ventura.
Il Cagliari ottiene una vittoria tanto fondamentale quanto convincente contro il Bologna di Malesani, sorpassando i rivali in classifica. Quest'anno il gioco spumeggiante fatto vedere dai sardi nelle passate stagioni non si era ancora visto e aveva lasciato il posto ad una compattezza difensiva (ko contro la Juve a parte) raramente sfoggiata prima. Ebbene contro il Bologna gli uomini di Bisoli hanno saputo coniugare accortezza difensiva, bel gioco ed efficacia in zona goal, da confermare nella prossima trasferta ad Udine. Malesani dovrà lavorare tantissimo per portare i suoi alla salvezza, tra rosa giovane e problemi societari: Di Vaio potrebbe non ripetersi o quantomeno non bastare più.
La Roma batte il Lecce con un netto 2-0 e si toglie dalle zone calde della classifica, guadagnando quel pizzico di serenità necessaria per affrontare la cruciale sfida di Champions a Basilea e soprattutto il derby contro una Lazio più lanciata che mai. Derby che Ranieri dovrà affrontare senza Taddei, Pizarro e Brighi causa infortunio ma sopratutto senza Totti, espulso per un battibecco con il leccese Olivera. Giusto o sbagliato che sia il provvedimento, apparso a molti eccessivo, resta il fatto che il pupone perde troppe volte la testa. I maligni dicono che sarà un vantaggio per la Roma non averlo in campo...staremo a vedere. Il Lecce di De Canio dovrebbe fare richiesta di giocare esclusivamente al Via del Mare: temibile per tutti in casa, inconsistente in trasferta. 11 punti in 9 partite non sono comunque un cattivo bottino, considerata la caratura tecnica di una rosa apparsa poco competitiva.
Il Parma non riesce a superare un Chievo da Champions e Marino inizia a temere per la sua panchina. Il Parma si ritrova ultimo in classifica, in buona compagnia, segna poco, Giovinco , Candreva & co. non brillano. Troppe mezze punte, nessuna punta di peso. Nonostante tutto Marino merita ancora fiducia, domenica però deve strappare punti al San Paolo contro il Napoli. Il Chievo continua a volare, si trova ai margini della zona Champions e sta mettendo in mostra giovani interessanti come Costant. Se l'europa sembra un obiettivo proibitivo, la salvezza dovrebbe essere ampiamente alla portata dei clivensi.
La Sampdoria, alle prese con il contorto caso Cassano, beffa il Cesena in zona Cesarini con un gol di Pazzini che ritorna a segnare in A dopo più di sei mesi. I blucerchiati hanno dimostrato di saper vincere anche senza il genio barese ma alla lunga in queste condizioni tanto la sua mancanza quanto la sua presenza potrebbero logorare l'ambiente. Il caso va risolto alla svelta, la cessione sembra ora la soluzione più conveniente per entrambi. Il Cesena perde ancora (1 solo punto in 5 partite) e vede lontani i fasti della vittoria contro il Milan d'inizio campionato. La rosa non è adeguata per la massima serie, i giovani Giaccherini e Schelotto sono promettenti ma non bastano. Il presidente Campedelli ha confermato la fiducia al suo mister Ficcadenti che domenica affronterà la Juventus a Torino...tosto come esame di riparazione!
Pareggio a reti inviolate tra Catania e Fiorentina nel posticipo domenicale. Le due formazioni si accontentano presto di un punticino che serve solo a muovere la classifica. La Fiorentina in particolare aveva bisogno di 3 punti per cominciare a raddrizzare una classifica al momento inquietante, da retrocessione. La prossima sfida contro il Chievo sarà determinante per Mihajlovic che può sorridere solo pensando al ritorno in campo del rissoso Mutu. Giampaolo, mister dei siciliani, imbattuti in casa, deve migliorare il rendimento dei suoi in trasferta per ottenere una salvezza tranquilla.
Non vediamo l'ora che arrivi il weekend per gustarci un'altra giornata di campionato. Occhi puntati come già detto sul derby della capitale ma anche su Palermo-Genoa, con entrambe le squadre bisognose di punti, Bari-Milan, in cui i rossoneri dovranno riscattarsi contro i pugliesi in crisi, Juve-Cesena, non tanto per la partita in sé ma per vedere se i bianconeri daranno continuità all'impresa di San Siro.
MDZ
La Roma batte il Lecce con un netto 2-0 e si toglie dalle zone calde della classifica, guadagnando quel pizzico di serenità necessaria per affrontare la cruciale sfida di Champions a Basilea e soprattutto il derby contro una Lazio più lanciata che mai. Derby che Ranieri dovrà affrontare senza Taddei, Pizarro e Brighi causa infortunio ma sopratutto senza Totti, espulso per un battibecco con il leccese Olivera. Giusto o sbagliato che sia il provvedimento, apparso a molti eccessivo, resta il fatto che il pupone perde troppe volte la testa. I maligni dicono che sarà un vantaggio per la Roma non averlo in campo...staremo a vedere. Il Lecce di De Canio dovrebbe fare richiesta di giocare esclusivamente al Via del Mare: temibile per tutti in casa, inconsistente in trasferta. 11 punti in 9 partite non sono comunque un cattivo bottino, considerata la caratura tecnica di una rosa apparsa poco competitiva.
Il Parma non riesce a superare un Chievo da Champions e Marino inizia a temere per la sua panchina. Il Parma si ritrova ultimo in classifica, in buona compagnia, segna poco, Giovinco , Candreva & co. non brillano. Troppe mezze punte, nessuna punta di peso. Nonostante tutto Marino merita ancora fiducia, domenica però deve strappare punti al San Paolo contro il Napoli. Il Chievo continua a volare, si trova ai margini della zona Champions e sta mettendo in mostra giovani interessanti come Costant. Se l'europa sembra un obiettivo proibitivo, la salvezza dovrebbe essere ampiamente alla portata dei clivensi.
La Sampdoria, alle prese con il contorto caso Cassano, beffa il Cesena in zona Cesarini con un gol di Pazzini che ritorna a segnare in A dopo più di sei mesi. I blucerchiati hanno dimostrato di saper vincere anche senza il genio barese ma alla lunga in queste condizioni tanto la sua mancanza quanto la sua presenza potrebbero logorare l'ambiente. Il caso va risolto alla svelta, la cessione sembra ora la soluzione più conveniente per entrambi. Il Cesena perde ancora (1 solo punto in 5 partite) e vede lontani i fasti della vittoria contro il Milan d'inizio campionato. La rosa non è adeguata per la massima serie, i giovani Giaccherini e Schelotto sono promettenti ma non bastano. Il presidente Campedelli ha confermato la fiducia al suo mister Ficcadenti che domenica affronterà la Juventus a Torino...tosto come esame di riparazione!
Pareggio a reti inviolate tra Catania e Fiorentina nel posticipo domenicale. Le due formazioni si accontentano presto di un punticino che serve solo a muovere la classifica. La Fiorentina in particolare aveva bisogno di 3 punti per cominciare a raddrizzare una classifica al momento inquietante, da retrocessione. La prossima sfida contro il Chievo sarà determinante per Mihajlovic che può sorridere solo pensando al ritorno in campo del rissoso Mutu. Giampaolo, mister dei siciliani, imbattuti in casa, deve migliorare il rendimento dei suoi in trasferta per ottenere una salvezza tranquilla.
Non vediamo l'ora che arrivi il weekend per gustarci un'altra giornata di campionato. Occhi puntati come già detto sul derby della capitale ma anche su Palermo-Genoa, con entrambe le squadre bisognose di punti, Bari-Milan, in cui i rossoneri dovranno riscattarsi contro i pugliesi in crisi, Juve-Cesena, non tanto per la partita in sé ma per vedere se i bianconeri daranno continuità all'impresa di San Siro.
MDZ
lunedì 1 novembre 2010
Cassano-Samp un amore che non deve finire
Per un tifoso di calcio e della Sampdoria scrivere un articolo sulla vicenda Cassano è difficilissimo: in questi giorni spesso mi sono trovato davanti la pagina del blog; ho provato a scrivere 4-5 righe, a ragionare sui pro e sui contro, sulle motivazioni di una scelta che sembra ridicola. Una società seria ed armoniosa come la Samp che d'improvviso decide di fare la cosa più autolesionista del mondo denunciando il migliore giocatore in circolazione per comportamento scorretto nei confronti del presidente Garrone. Quando sono a venuto a conoscenza del fatto non ci potevo credere: ci è cascato un'altra volta è stato il primo pensiero, ma la reazione della società mi è sembrata troppo rigida. Abbiamo viziato, coccolato Cassano in questi anni: gli abbiamo dato sempre una maglia da titolare, la città lo ama, gli abbiamo trovato casa, moglie, lo abbiamo sempre accompagnato, non può finire tutto così, non ci credo!! Lo screzio è quello tra un padre ed un figlio che lo ha deluso e gli è stata chiusa in faccia la porta di casa. Penso che Garrone si debba rendere conto che è il presidente di una squadra di calcio e non di una società per azioni come la Erg. Penso che si debba rendere conto che ci sono migliaia di tifosi blucerchiati (e non) che vogliono tornare ad essere deliziati dalle gesta del genio di Bari vecchia. Penso si debba rendere conto che Cassano si è scusato ed ha un amore per la maglia, per la città, per la squadra che va al di là di quanto si immaginava. Penso che si debba rendere conto che anche lui ha esagerato e che è ora di smetterla con questa battaglia di principi che sta facendo male alla cosa cui sia lui che Cassano vogliono più bene: la Samp.
Io sto con Cassano che sicuramente ha sbagliato ma si è scusato, sto con Cassano che gioca in una provinciale ma ha dei piedi da fuoriclasse assoluto. Sto con Cassano che ha passato una vita a farsi giudicare, a cambiare, a migliorare. Chi ti paga ti può insultare, avvilire, licenziare su due piedi, chi ti paga è padrone del tuo tempo e della tua morale. E chi ci sta più dalla parte di chi prende la paga? Ma quello prendeva tre milioni l'anno. Il principio è lo stesso. Per il petroliere erano arachidi.
Se sbrocca Balotelli, oddio non fate i razzisti, se sbrocca Totti insorge per lui Roma capitale, se sbrocca
Cassano è l'ennesima normale tappa di una carriera e di un uomo dai gravi difetti comportamentali.
Spero vivamente che tutto si sistemi perchè una grande storia d'amore non può e non deve finire così
EL
Io sto con Cassano che sicuramente ha sbagliato ma si è scusato, sto con Cassano che gioca in una provinciale ma ha dei piedi da fuoriclasse assoluto. Sto con Cassano che ha passato una vita a farsi giudicare, a cambiare, a migliorare. Chi ti paga ti può insultare, avvilire, licenziare su due piedi, chi ti paga è padrone del tuo tempo e della tua morale. E chi ci sta più dalla parte di chi prende la paga? Ma quello prendeva tre milioni l'anno. Il principio è lo stesso. Per il petroliere erano arachidi.
Se sbrocca Balotelli, oddio non fate i razzisti, se sbrocca Totti insorge per lui Roma capitale, se sbrocca
Cassano è l'ennesima normale tappa di una carriera e di un uomo dai gravi difetti comportamentali.
Spero vivamente che tutto si sistemi perchè una grande storia d'amore non può e non deve finire così
EL
sabato 30 ottobre 2010
Scommettiamo?
Atalanta-Padova 1X (1.13) I bergamaschi devono riscattare la rocambolesca sconfitta di Piacenza
Empoli-Crotone Goal Empoli (1.15) Empoli sempre forte in casa, confidiamo almeno in un goal
Torino-Ascoli Goal Toro (1.11) Si affrontano due squadre in crisi. Il Toro non può più fallire e a noi basta una rete
Palermo-Lazio 1X (1.32) Ci scuserà il buon Reja ma non crediamo che la Lazio possa continuare a vincere
Parma-Chievo 1X (1.24) Gli emiliani, dopo due pareggi consecutivi, ultimi in classifica..non possono perdere!
Cagliari-Bologna 1X (1.18) Stesso identico discorso fatto per il Parma!
Bari-Udinese 1X (1.36) Sono ripetitivo ma.....i baresi sono nelle stesse condizioni di Parma e Cagliari
Arsenal-West Ham 1 (1.15) Non ci dovrebbe essere storia, speriamo che i Gunners non facciano scherzi!
Marsiglia-Rennes 1X (1.13) Scontro al vertice rispettivamente tra seconda e prima in classifica. Gli uomini di Deschamps sono in ascesa, non dovrebbero perdere in casa.
Lione-Sochaux goal Lione (1.09) Gli ex dominatori del campionato sembrano smarriti in patria. Non possono più sbagliare, confidiamo almeno in un loro goal
Heracles-Ajax 2 (1.33) I ragazzini terribili di Amsterdam non possono perdere ulteriori punti, considerando lo scontro al vertice tra Psv e Twente.
Valencia-Saragozza 1 (1.40) Saragozza ultimo e sconsolato, il Valencia deve riscattare il recente rovescio casalingo contro il Maiorca
Quote basse, tante partite...mettendo 3 euro potremmo vincerne quasi 45...dea bendata batti un colpo!
MDZ
venerdì 29 ottobre 2010
Mondiali pallavolo:buona la prima per le nostre ragazze
L'avventura mondiale della nazionale femminile di pallavolo non poteva iniziare in modo migliore. In Giappone, paese ospitante per la seconda volta consecutiva, le ragazze guidate dal Ct Massimo Barbolini hanno superato Porto Rico in tre set, ottenendo una vittoria senza discussioni. Le azzurre ottengono i primi due punti, rompono il ghiaccio e iniziano a prendere fiducia nei propri mezzi, in attesa di test più probanti.
Qualche difficoltà solo nel primo set: a dir la verità Piccinini & co. partono benissimo arrivando fino al 6-2, ma poi soffrono maledettamente la battuta delle portoricane che mettono a segno un break di 9-2. Le azzurre però non si fanno prendere troppo dal nervosismo e reggono sotto il profilo mentale, ribaltano la situazione e chiudono sul 25-20. Buona partenza delle italiane anche nel secondo set che questa volta dominano incontrastate grazie anche ad una serie di battute di Ortolani che creano un break micidiale per le avversarie che vengono schiantate 25-11. Poca storia anche nel terzo set che finisce 25-18. Complessivamente la prestazione non è stata delle migliori, ma le azzurre sono state ciniche e hanno portato a casa una vittoria senza spendere troppe energie preziose per i prossimi impegni. Infatti già domani ci aspetta il match contro l'Olanda vicecampione d'Europa che ha battuto per 3-0 all'esordio la Repubblica Ceca. Una partita che misurerà le ambizioni della nostra nazionale che sogna di ripetere l'oro del 2002 in Germania. Il Ct Barbolini è relativamente soddisfatto: "ci siamo trovati in difficoltà nel primo set più per nostro demerito che per loro merito. Poi abbiamo fatto cose discrete a livello individuale". "L'Olanda? Una squadra forte che non scende mai sotto certi livelli e che negli ultimi anni ha vinto un Grand Prix ed è arrivata in finale nell'Europeo...contro di loro dovremo fare di più come squadra".
Appuntamento quindi per domani alle ore 11. Forza ragazze!
MDZ
giovedì 28 ottobre 2010
Il paradosso di una squalifica giusta ma iniqua
Milos Krasic è stato squalificato per due giornate dal giudice sportivo Tosel per la simulazione commessa durante Bologna -Juventus della scorsa giornata. Il serbo, fondamentale per il gioco bianconero, salterà così il big match di sabato sera a San Siro contro il Milan e la sfida casalinga contro il Cesena. Tosel motiva la sua decisione affermando che "i due giocatori non vennero in alcun modo a contatto e che l'arbitro fu indotto in errore da un abile tuffo (l'innaturale trascinamento del piede sinistro ne evidenzia ulteriormente l'intento ingannevole)" e infligge al serbo il minimo della pena per condotta antisportiva.
La Juventus ha presentato il ricorso scegliendo la formula d'urgenza che, in caso di esito positivo, permetterebbe al giocatore di essere presente contro il Milan. Gli avvocati della società bianconera hanno impostato il ricorso sulla tesi della mancanza di dolo, che escluderebbe la motivazione dell'antisportività, facendo leva sulle dichiarazioni dello stesso giocatore, che ha affermato di aver voluto evitare con quello slancio l'impatto con Portanova che gli era sembrato inevitabile data la velocità con cui il bolognese gli era andato sotto.
E' inutile fare tanti giri di parole sul caso: la simulazione è evidente, il gesto è antisportivo e aggravato dall'accenno di esultanza del giocatore, quindi la squalifica è ineccepibile. Non mi è affatto piaciuto il comportamento della società e dei suoi tesserati: continuare a dire che Krasic è un bravo ragazzo, che è dispiaciuto, addirittura che non l'ha fatto apposta non giova di certo all'immagine della Juventus, che il presidente Agnelli sta cercando di ricostruire riportando in vita il vecchio Dna Juve, composto da stile, serietà e vittorie. Per non parlare poi del ricorso, basato come detto sopra sulla mancanza di dolo. Non sarebbe forse stato più sportivo ed elegante ammettere l'errore e fare una tiratina d'orecchie al giocatore? Certamente. Nella marea di dichiarazioni false e di rito, ritengo tuttavia opportune e legittime le parole del presidente Andrea Agnelli che ha giustamente stigmatizzato l'attacco mediatico subito dalla Juventus e dal serbo: parliamoci chiaro, ha avuto più spazio questa vicenda, comunque non una bella pagina di sport, che la probabile corruzione che ha scippato all'Italia l'organizzazione di Euro 2012, notizia trapelata in questi giorni. Ridicolo. Krasic ha sbagliato, è stato giustamente punito ma da qui a trattarlo come un criminale o un simulatore di professione ce ne passa. Alzi la mano chi non ha mai fatto il furbetto in un campo da calcio....siamo seri, verginelle non ce ne sono. Tralascio poi i casi in cui simulazioni simili non hanno comportato alcuna sanzione.
Nel titolo ho definito la squalifica giusta (e ho ampiamente spiegato il perchè) ma iniqua. Titolo paradossale, come paradossale è la norma che regola questi casi di simulazione. Giuseppe Marotta, intervenuto sulla questione, ha evidenziato questa anomalia normativa e a mio parere ha perfettamente ragione: se l'arbitro o il suo collaboratore si fosse accorto della furbata di Krasic, l'avrebbe solamente ammonito, risparmiando così al serbo gran parte della bufera mediatica e soprattutto la squalifica in un momento importante della stagione bianconera. Come tutti sappiamo l'arbitro ha sbagliato e quindi Krasic è stato squalificato. Qualcosa non torna. Per il medesimo gesto la sanzione è in un caso un semplice cartellino giallo, nell'altro addirittura due giornate di squalifica. Come se un ladro colto sul fatto venisse solo sgridato e quello che la fa franca viene poi messo in prigione. Il paradosso mi sembra tanto evidente quanto mi sembra facile risolverlo, i casi sono due: o si espelle il simulatore colto in flagranza con annesse due giornate di squalifica, giustificando così in caso di errore arbitrale la prova tv, oppure, in caso di svista, gliela si fa passare liscia. Ovviamente mi schiero a favore della prima ipotesi che in un solo colpo metterebbe ordine nella giurisprudenza sportiva, quantomai sgangherata, punirebbe con serietà i simulatori e metterebbe a tacere le sgradevoli chiacchiere da bar. O è troppo semplice per gli illuminati dirigenti del pallone?
MDZ
Nel titolo ho definito la squalifica giusta (e ho ampiamente spiegato il perchè) ma iniqua. Titolo paradossale, come paradossale è la norma che regola questi casi di simulazione. Giuseppe Marotta, intervenuto sulla questione, ha evidenziato questa anomalia normativa e a mio parere ha perfettamente ragione: se l'arbitro o il suo collaboratore si fosse accorto della furbata di Krasic, l'avrebbe solamente ammonito, risparmiando così al serbo gran parte della bufera mediatica e soprattutto la squalifica in un momento importante della stagione bianconera. Come tutti sappiamo l'arbitro ha sbagliato e quindi Krasic è stato squalificato. Qualcosa non torna. Per il medesimo gesto la sanzione è in un caso un semplice cartellino giallo, nell'altro addirittura due giornate di squalifica. Come se un ladro colto sul fatto venisse solo sgridato e quello che la fa franca viene poi messo in prigione. Il paradosso mi sembra tanto evidente quanto mi sembra facile risolverlo, i casi sono due: o si espelle il simulatore colto in flagranza con annesse due giornate di squalifica, giustificando così in caso di errore arbitrale la prova tv, oppure, in caso di svista, gliela si fa passare liscia. Ovviamente mi schiero a favore della prima ipotesi che in un solo colpo metterebbe ordine nella giurisprudenza sportiva, quantomai sgangherata, punirebbe con serietà i simulatori e metterebbe a tacere le sgradevoli chiacchiere da bar. O è troppo semplice per gli illuminati dirigenti del pallone?
MDZ
lunedì 25 ottobre 2010
Alonso vince in Corea, ora il titolo è nelle sue mani
Fernando Alonso centra il suo quinto successo stagionale in Corea del Sud e si porta in testa alla classifica mondiale, complice la giornata nera delle Red Bull che totalizzano 0 punti causa i ritiri di Webber, andato a sbattere dopo un testa coda, e di Vettel tradito dal motore quando ormai era comodamente sul podio. Hamilton si piazza alle spalle dello spagnolo e ritorna in corsa per il titolo iridato. Completa il podio Massa il cui unico merito è stato quello di non commettere errori, riuscendo così ad approfittare dei ritiri dei piloti davanti a lui.
Il Gp scatta alle 8 del mattino in Italia, orario in cui per molti, compreso il sottoscritto, specialmente di domenica è difficilissimo alzarsi. Ma la F1, la lotta per il mondiale riescono a far puntare la sveglia a migliaia di appassionati, speranzosi di vedere uno spettacolo degno dello sforzo fatto. Le monoposto sono schierate, tutto è pronto ma ecco che arriva la pioggia. La pista viene rapidamente inondata dall'acqua e la partenza viene posticipata di una decina di minuti (in cui credo che molte persone non avranno avuto la forza di tenere gli occhi aperti). Pioggia insistente + pista ai limiti della praticabilità (scandaloso che un circuito finito di costruire il giovedì prima non sia stato dotato di un sistema di drenaggio per la pioggia) = partenza dietro la safety car. Dura poco anche questo espediente, la visibilità è pressochè nulla, la gara viene stoppata e la partenza ulteriormente posticipata. Non bastasse questo a far tornare gli appassionati europei tra le braccia di Morfeo, la nuova ripartenza avviene ancora una volta dietro la safety car, che rimane in pista in testa al serpentone delle monoposto per ben 16 giri. C'era bisogno di una partenza elettrizzante per farci svegliare e invece molti si sono ritrovati a combattere contro la palpebra calante per più di un'ora.
Chi è riuscito a resistere al richiamo del cuscino si è goduto però una bella gara, come spesso accade sul bagnato: al giro 17, in pratica all'inizio della gara vera, Webber mette due ruote sull'erba sintetica e si gira in testa coda, Alonso riesce ad evitarlo, Rosberg no e per entrambi la gara finisce qui. A Vettel non pare vero di ritrovarsi in testa, con il suo avversario numero uno per la supremazia interna e quella mondiale out; e per il tedesco le belle notizie non finiscono qui. Infatti durante il suo pit stop la cattiva sorte (che poi si farà perdonare) bussa alle porte di Fernando Alonso: ad un meccanico scivola un bullone, il tempo scorre inesorabile e Fernando perde una posizione, con Hamilton che ringrazia e si prende la seconda posizione. Il ferrarista non fa a tempo a disperarsi che Hamilton gli restituisce il favore e la posizione andando lungo ad una curva.
Tante emozioni, tanti colpi di scena. Ma non è finita qui. Quando i giochi sembrano chiusi, il muretto della Red Bull ordina via radio a Vettel di fare attenzione ai freni, di gestirli causa pericolo rottura. Alonso, manco avesse captato il messaggio, continua a tirare più di prima e si porta ad un secondo dal tedesco: al 45esimo giro, in fondo al rettilineo del traguardo, avviene l' attacco e il ferrarista si prende il primo posto. Poche curve dopo Vettel è costretto ad alzare definitivamente bandiera bianca per colpa del motore Renault della sua Red Bull che si rompe a pochi Km dall'arrivo. Alonso si concede anche il lusso di firmare il giro più veloce della gara prima di andare a prendersi 25 pesantissimi. Come già detto il podio è completato da Hamilton e Massa. Quarto Schumacher, autore di un ottima gara, alle sue spalle Kubica, il nostro Liuzzi, Barrichello, Kobayashi, Heidfeld e Hulkenberg a chiudere la zona punti.
Paradiso Ferrari, inferno Red Bull. Fernando ora guida la classifica piloti con 11 punti di vantaggio su Webber, 20 su Hamilton e 25 su Vettel. Fuori dai giochi Button, arrivato fuori dalla zona punti, con 42 punti di svantaggio dal ferrarista. Come ha affermato lo stesso Alonso, il mondiale non è per nulla chiuso. Da un lato il ferrarista si trova nella posizione migliore, con un buon vantaggio da gestire a soli due Gp dal termine; dall'altro ora la pressione è tutta su di lui e sul team di Maranello, per altro abituati a giocarsi i mondiali sul filo di lana e abituati alla pressione. Le Red Bull devono inseguire e a maggior ragione hanno l'obbligo di scegliere su quale pilota puntare. Non a caso le dichiarazioni a riguardo di Chris Horner,team principal delle lattine, ci fanno capire che in casa Red Bull hanno capito la lezione e potrebbero adottare il classico gioco di squadra, dopo averlo pesantemente criticato per tutta la stagione. I riflettori sono puntati su queste due scuderie, ma occhio a Hamilton e alla McLaren: l'inglese è spregiudicato e velocissimo, doti da grande pilota che a volte lo portano al ritiro, a volte lo fanno andare fuori pista....ma spesso lo portano al trionfo.
In Corea è successo di tutto...non vediamo quindi l'ora di vedere cosa succederà in Brasile il prossimo 7 Novembre (tra l'altro verso sera, orario molto più gradito), data in cui Fernando Alonso si giocherà il primo match ball...e chissà che il padrone di casa Massa non decida di dargli finalmente una mano!
MDZ
Iscriviti a:
Post (Atom)



