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giovedì 30 settembre 2010

Cicilismo: Cancellara campione del mondo a cronometro, bufera Contador

Fabian Cancellara ha vinto d'autorità la cronometro del mondiale rifilando più di un minuto a David Millar, ottimo secondo. Lo svizzero si conferma il più forte in questa specialità per l'ennesimo anno consecutivo. Dopo una partenza controllata Cancellara ha aumentato la media con picchi di 55 Km/h. E' il quarto mondiale a cronometro per lo svizzero ora da tenere d'occhio anche per la gara in linea in programma domenica. Intanto il mondo del ciclismo deve registrare la precauzionale sospensione dell'Uci ad Alberto Contador per la presenza di clenbuterolo nelle urine del campione spagnolo fresco vincitore del Tour de France. Il fatto risale al 21 luglio quando le squadre sono a Pau nel giorno di riposo che precede la tappa del Tourmalet. Lo staff di Contador per ora sembra assolutamente tranquillo e rimanda al mittente ogni accusa di doping che ha spesso accompagnato la fologrante carriera del ciclista spagnolo.
Niente doping, ma solo un' intossicazione alimentare dovuta ad "un filetto che veniva dalla Spagna": cosi le prime dichiarazioni di Contador dopo la sospensione per sospetto doping. E' la solita frase di circostanza o la verità? Per il ciclismo si deve sperare che Contador sia un campione pulito: tutto il movimento ha bisogno di un ciclista pulito, un campione senza macchie. Troppo spesso in questo sport ci si entusiasma per un campione che subito dopo entra nelle maglie dell'antidoping: è successo a Basso, a Riccò, a Di Luca, a Rebellin prima a Pantani, a Frigo a Rasmussen, a Landis. Armstrong nella sua carriera si è dovuto difendere più dalle accuse di doping che dagli avversari. Il tempo ci dirà se Contador è un vero campione o l'ennesimo prodotto di sostanze proibite
EL

Champions: bene le italiane, volano le inglesi

Con le partite di ieri si è conclusa la seconda giornata dei gironi di Champions. L'Inter ha battuto 4-0 il Werder Brema. Grande dimostrazione di forza dei nerazzurri che privi di Milito, Zanetti, Motta e Samuel giocano la migliore partita della stagione. Squadra corta, aggressiva in pressing, ottima nella gestione della palla e letale negli spazi con un Eto'o già in doppia cifra sotto la guida di Benitez. Al Werder mancavano tutti gli uomini migliori, da Fritz, a Frings a Pizzarro: le colonne di centrocampo e di difesa. La scelta di Schaaf di tenere in panchina Hunt e di schierare dal primo minuto Arnautovic ha fatto capire che il tecnico del Werder non credesse molto nelle possibilità della sua squadra contro i campioni d'Europa. Dopo un ottimo avvio (con occasione per Hugo Almeida) il Werder è uscito dal campo. Sneijder,Coutinho e Biabiany erano sempre liberi, Cambiasso e Stankovic recuperavano palla con straordinaria facilità. La tripletta di Eto'o è la testimonianza della lentezza e della disattenzione della difesa tedesca che si è trovata sempre sorpresa e fuori posizione. Nell'altra partita del girone altro risultato che non lascia spazio a repliche con il Tottenham che batte 4-1 il Twente. Dopo un primo tempo chiuso sullo 0-0 complice il rigore sbagliato da Van der Vaart nella ripresa gli Spurs cambiano ritmo e trovano a ripetizione la via della rete con trame veloci. L'impressione è che tra Tottenham ed Inter ci sia in palio il primo posto nel girone. Gli inglesi e i nerazzurri paiono aver messo al sicuro la qualificazione. Il Twente non prendeva 4 goal da 2 anni ma in Europa è ancora poca cosa.
Il Lione continua ad essere una squadra a due faccie: a punteggio pieno in Champions e al terz'ultimo posto in campionato. Ieri i francesi sono stati protagonisti di una prova di forza a Tel Aviv togliendo di fatto agli israeliani ogni speranza di qualificazione. Per il 2° posto corsa a due tra Schalke e Benfica. Importantissima la vittoria degli uomini di Magath per 2-0 grazie a Farfan ed Huntelaar. Il campio di modulo con Jurado dietro Huntelaar-Raul ha sicuramente giovato allo 04, alla seconda vittoria nelle ultime 3 partite. Deludente il Benfica, sempre privo di Aimar che non riesce ad essere veloce e propositivo come l'anno scorso. Cardozo e Saviola sono avulsi dal gioco della squadra.
La partita più attesa della serata era quella del Mestalla tra Valencia e Manchester United. Il Valencia conosce la prima sconfitta dell'annata dopo 5 vittorie ed un pari mentre il Manchester centra il secondo successo esterno. Privo di Rooney, Ferguson dà fiducia a Berbatov ma sono gli ingressi di Macheda e di Hernandez a cambiare la partita. Proprio una combinazione tra l'italiano ed il talento messicano permette ai Red Devils di spezzare l'equilibrio di una partita in bilico fino al 85'. Valencia e Manchester sono sicuramente le squadre più forti del girone e non credo abbiano alcun problema a passare il turno. Il ritorno di Ferdinand ha subito restituito equlibrio alla fase difensiva dello United, ottima anche la prestazione di Carrick e di Park schierato come esterno d'attacco e fondamentale nel togliere l'iniziativa a Miguel sul settore di destra. A Glasgow i Rangers tornano alla vittoria europea dopo 14 partite di astinenza. L'1-0 al Bursaspor sta stretto agli scozzesi che hanno tenuto in mano il pallino del match per tutti i 90'. Modestissimi i turchi ancora a 0 punti e goal fatti, cenerentola dei girone: chi perderà punti con il Bursapor fallirà la qualificazione.
Pareggio tra Rubin Kazan e Barcellona. I russi come l'anno scorso riescono ancora a fermare la corazzata di Guardiola. La partita è decisa da due calci di rigore trasformati da Noboa e Villa. Il Barcellona ha giocato il suo calcio migliore per cercare il pareggio, ma il campo in pessime condizioni e il pressing del Kazan hanno impedito a Xavi ed Iniesta di ragionare. Martins nelle ripartenze attaccava di continuo gli spazi ed i due centrali del Barcellona sono andati spesso in affanno segno che i blaugrana se presi in velocità possono essere perforabili. Il rientro di Messi entrato dalla panchina per un insufficiente Mascherano non ha inciso sulla partita anche se nel finale il palo dei russi e il goal fallito da Bojan dimostrano che le squadre non si sono accontentate del pareggio.
Il risultato più soprendente tra le 16 partite di Coppa viene da Atene dove il Copenaghen espugna il campo del Panathinaikos dando continuità alla vittoria casalinga sul Rubin. I danesi sono in vetta al girone a punteggio pieno, senza aver subito goal così come Chelsea e Real Madrid... La favola può continuare visti i 5 punti di vantaggio sul Rubin e i 6 sui greci: dovessero riuscire a cogliere un punto nella doppia sfida con il Barcellona i danesi possono fare un serio pensiero a raggiungere gli ottavi di finale.
Si rimette in corsa la Roma: la vittoria per 2-1 sul Cluj è importantissima per la squadra di Ranieri che ancora una volta indovina i cambi: l'ingresso di Boriello per Vucinic dà la scossa ad una partita che i romeni stavano giocando meglio. La Roma è timorosa, e molto fortunata visti i due legni pieni colpiti da Traorè. Il Cluj (14° nel campionato romeno) si difende rischiando pochissimo e riparte in contropiede. Ranieri cerca di fare un po' di turn-over ma i rincalzi non sono all'altezza: largamente insufficienti le prestazioni di Cicinho e Castellini in seria difficoltà ogni volta che vengono attaccati. Il goal di Mexes su calcio d'angolo e la prodezza balistica di Borriello (sinistro al volo su lancio da 30 metri di De Rossi) non risparmiano alla Roma la sofferenza finale visto che il Cluj riesce a dimezzare le distanze e nel finale si rende molto pericoloso. La Roma è ancora in convalescenza ma con Inter e Cluj ha ritrovato la buona sorte: nelle precedenti partite tutti gli episodi giravano male ora tutto sta andando per il verso giusto: sono due vittorie non meritate ma portate a casa. Il 2° posto nel girone la Roma se lo giocherà proprio con i romeni visto che il Bayern pare fuori portata ed il Basilea già tagliato fuori dai giochi dopo la sconfitta casalinga con i tedeschi. La squadra di Fink passa in vantaggio ma non riesce a chiudere la partita e nel secondo tempo subisce la rimonta grazie ad una doppietta di Schweinsteiger che proietta un brutto Bayern in vetta al girone a punteggio pieno.
Il girone F sembra già aver dato i propri responsi con Chelsea e Spartak Mosca in vetta a punteggio pieno e Marsiglia e Zilina ancora ferme al palo. L'impressone è che i francesi non abbiano alcun problema a raggiungere il 3° posto che mette in palio l'Europa League mentre tra inglesi e russi la squadra di Ancelotti è favorita per il po rimposto. I russi giocano bene, hanno elementi estrosi in squadra ma dietro se attaccati soffrono come si è visto a Marsiglia nonostante la vittoria.
L'unica squadra italiana a non centrare i tre punti è il Milan che impatta 1-1 ad Amsterdam. Dopo essere passato in svantaggio è il solito Ibra a rimettere le cose a posto per i rossoneri dopo che Robinho si era mangiato un goal già fatto. Il brasiliano schierato al posto di Ronalidinho è ancora indietro di condizione e poco brillante nella corsa. Il sacrificio richiesto da Allegri non fa parte del suo bagaglio e lascia spesso scoperto Antonini sulla corsia di sinistra. Molto bene Seedorf ed Ibrahimovic che hanno un atteggiamento a tratti indolente ma che in realtà si sacrificano per la squadra. Il Milan in campo è molto lungo, ma sicuramente è un dettame di Allegri che più volte sottolinea l'importanza di tenere la squadra lunga al fine di occupare una maggiore porzione di campo. Il pareggio è ottimo, ed ora ci si giocherà il primo posto nella doppia sfida con il Real di Mourinho che è uscito con i 3 punti da Auxerre. Il tecnico portoghese ha presentato il doppio centravanti Higuain-Benzema e la mossa non è stata delle migliori con le merengues pessime nel primo tempo. L'ingresso di Ozil per il francese e soprattutto quello di Di Maria hanno ridato un po'di freschezza alla squadra che ha ritrovato velocità di manovra. In contropiede Marcelo per anticipare Jelen ha rischiato l'autorete trovando il palo pieno, pochi minuti dopo il Real ha trovato il goal. A 8' minuti dalla fine l'Auxerre si è visto beffato e non è riuscito ad imbastire nessun tipo di reazione. Real ancora in costruzione ma molto solido in difesa come si evince dall'unico goal subito in 7 partite.
Anche il girone H è chiuso con Arsenal e Shakhtar che vincono con largo scarto in trasferta con Partizan e Braga e di fatto costringono portoghesi e serbi a giocarsi il 3° posto.
EL

martedì 28 settembre 2010

Alonso trionfa a Singapore, il mondiale non è più un sogno!

Seconda vittoria consecutiva per Fernando Alonso che ha dominato il Gp di Singapore, circuito che sembra disegnato apposta per esaltare le caratteristiche tecniche della Red Bull e che invece ha esaltato la rossa e lo spagnolo. Dopo l'autorevole pole conquistata in stile Monza, cioè al primo giro utile nella Q3, lo spagnolo si ripete in gara non sbagliando nulla e rimanendo sempre al comando. Alle sue spalle sono arrivate le Red Bull di Vettel e Webber; Hamilton costretto al ritiro dopo una collisione con Webber.
Ai blocchi di partenza la tensione è alle stelle per Alonso e i tifosi del cavallino, memori della brutta partenza di Monza. Lo spunto della rossa non è dei migliori, Vettel sembra essere in grado di prendersi la prima posizione, Alonso lo capisce e sposta la sua traiettoria per chiudere il tedesco, salvando la leadership della gara. Nessun incidente in partenza, con posizioni pressochè invariate. Massa entra subito ai box dopo il primo giro, con la speranza che la safety car dia una mano entrando. Speranza che si avvera subito al quarto giro, la SC entra per far spostare la Toro rosso di Liuzzi. Webber viene richiamato ai box per sfruttare le circostanze, mentre tutti gli altri big rimangono fuori. Al sesto giro la SC rientra, Alonso riparte benissimo dando anche un pò di metri di distacco a Vettel. La corsa inizia qui, con i due che si sfidano a colpi di giri veloci, staccando tutti gli altri. Nel frattempo per i loro compagni di squadra inizia a pagare la strategia del pit stop anticipato, Massa risale in 14 posizione, Webber scala la classifica fino alla nona regalandoci anche tre ottimi sorpassi. Arriva il 29esimo giro, Alonso e Vettel si fermano insieme ai box: ancora una volta i meccanici del cavallino hanno la meglio, Vettel commette anche un piccolo errore nella ripartenza che comunque gli fa perdere pochi decimi. I due rientrano in pista, riparte un'altra gara e immancabile ritorna in scena la safety a compattare il gruppo, che dopo la giostra dei pit-stop in testa vede Alonso Vettel e Webber nei primi tre, Hamilton e Button ad inseguire. La safety esce ed è subito colpo di scena: Hamilton si avvicina a Webber, lo affianca all'esterno, gli mette davanti mezza macchina ma alla staccata gli chiude la porta con troppa decisione. Collisione inevitabile, Webber tocca Hamilton che è costretto a ritirarsi, sospensione danneggiata per lui. L'episodio viene messo sotto inchiesta dalla commissione gara, che poi lo bollerà come "incidente di gara", cioè nessuna penalità per l'australiano che conquista un terzo posto fondamentale. Secondo zero consecutivo in classifica per l'inglese, che con la sua foga sta compromettendo il suo mondiale: è un pilota talentuoso e spettacolare ma purtroppo, e la cosa è molto grave per questo sport, chi cerca di dare spettacolo poi la paga cara, meglio starsene dietro l'avversario e sorpassarlo ai box, Monza docet. A proposito di spettacolo non posso non citare Robert Kubica, che nel finale di gara ha effettuato sorpassi da manuale, complici le gomme nuove appena montate. Che peccato che un talento del genere non sia in un top team. Vedere Massa e Button al volante della Ferrari e della McLaren con il polacco a lottare a centro gruppo è paradossale.
Torniamo alla gara, che rimane incerta fino all'ultimo giro: Vettel continua ad inanellare giri veloci, Alonso risponde con il record della gara firmato al giro 58, a tre dalla fine. Nell'ultimo giro i due sono vicinissimi, al limite del tamponamento, lo spagnolo non sbaglia nulla e arriva davanti al rivale per soli due decimi! Il podio è completato da Webber, con la Red Bull che fa un grande passo avanti in ottica campionato costruttori. Quarto Button, quinto Rosberg che si mette alle spalle Barrichello e Kubica. Massa finisce ottavo grazie alla penalità di 20 secondi inflitta per aver tagliato una chicane a Hulkemberg e Sutil.
Alonso con un altro weekend perfetto (secondo slam consecutivo per lui con pole position, giro più veloce in gara e vittoria) riduce a soli 11 punti il distacco dal leader del mondiale Webber. Non si può parlare più di sogno, le possibilità dello Spagnolo sono concrete. In classifica regna l'incertezza, con i 5 piloti in lotta per il titolo racchiusi in soli 25 punti: basta un ritiro, un errore, un colpo di sfortuna ed ecco che tutto si ribalta. Prevedere chi vincerà il mondiale è quasi impossibile...(l'analisi è complessa e merita si essere trattata con ampiezza in un post che sarà pubblicato domani). Certamente a soli 4 Gp dal termine del campionato nessuno può permettersi di sbagliare....Alonso e la Ferrari dovranno continuare ad essere perfetti.


MDZ

Scommettiamo che?

La settimana di Champions ed Europa League presenta alcune partite interessanti per gli appassionati di calcio e scommesse. Provo a consigilare una multipla:
Auxerre-Real (Goal Real)
Basilea-Bayern (Goal Bayern)
Roma-Cluj 1
Partizan-Arsenal (Goal Arsenal)
Tottenham-Twente (Goal Tottenham)
Rangers-Bursaspor (Goal Rangers)
Atletico Madrid-Leverkusen (Goal Atletico)
Odense-Stoccarda (Goal Stoccarda)
Utrecht-Liverpool (Goal Liverpool)
CSKA Sofia-Porto (Goal Porto)
Sampdoria-Debrecen 1
Palermo-Losanna 1
Le fisse sono solo 3, le giocate sui goal mi sembrano più appropriate approfittando del fatto che Snai quota anche i goal delle squadre favorite. Si potrebbe giocare anche una doppia chance ma giocando solo il goal della squadra ritenuta più forte si va relativamente sul sicuro.
La multipla qui consigliata vi permette di vincere 10 volte esatte la posta. Ne vale la pena!

lunedì 27 settembre 2010

Calcio estero: male le grandi, volano Mainz e St.Etienne

Man City-Chelsea era la partita più attesa, e la squadra di Mancini se l'è aggiudicata con un goal di Tevez. Ora i Citizens sono al 3°posto in classifica 4 punti sotto il Chelsea. La partita è stata molto equilibrata e decisa da un contropiede guidato da Silva e concluso da Tevez con un destro preciso che non ha lasciato scampo a Cech. Il Chelsea, reduce come il City dall'eliminazione in Carling Cup di metà settimana, cerca di prendere in mano la partita ma non riesce ad alzare i ritmi. Al primo confronto complicato della stagione i blues denunciano alcuni limiti di gioco che non si erano palesati nelle precedenti partite. Il City invece è indubbiamente in crescita. Altro pareggio (2-2) dello United che va sotto 2 volte a Bolton e riesce a rimontare la partita grazie a Nani e Owen. Troppi i goal subiti dai Red Devils che non riescono a concretizzare la mole di gioco sviluppata nell'arco della partita. Ferguson deve trovare dei correttivi ad una squadra che non riesce a sostenere la presenza contemporanea in campo di Berbatov, Rooney, Giggs, Nani e Scholes. Solo Fletcher fa filtro ed in questo momento Rooney e Berbatov sono pericolosi in avanti ma non fanno un gran lavoro per la squadra. Rooney non si vede più in profondi ripiegamenti difensivi che avevano fatto le fortune dello United. La difesa senza Ferdinand poi continua ad essere insicura. Anche l'Arsenal perde, in casa 2-3 con il WBA di Di Matteo. Dopo aver sbagliato un rigore nel primo tempo il WBA va in vantaggio 0-3 prima di subire il tentativo di rimonta dei Gunners con la doppietta di Nasri. L'Arsenal continua a buttare via punti alla sua portata (settimana scorsa raggiunto a Sunderland al 95'): così non si vince il titolo. Continua la crisi del Liverpool che non va oltre il 2-2 casalingo con il Sunderland. La pazienza di Anfield è arrivata quasi al limite, Gerrard e Torres sono le uniche due anime di una squadra spenta e senza idee.
In Spagna il Barcellona si porta a +1 sul Real bloccato a Valencia dal Levante. I galacticos non sono riusciti ad aver la meglio di una squadra costruita con lo stipendio di Raul Albiol ed il cui monte ingaggi non supera quello di Casillias. Il Real ha provato ad attaccare, a prendere campo ma non ha un gioco. Ha un insieme di ottimi giocatori, un fuoriclasse che non sta brillando (Ronaldo) ed un'assenza di idee preoccupante. Bellissima invece la prestazione del Barcellona a Bilbao. La squadra di Guardiola s'impone per 3-1 sotto il diluvio del San Mames. Il Barça approfitta anche della superiorità numerica dal 35' del primo tempo per imporre il proprio gioco: palla a terra e scambi in velocità. Iniesta gioca al posto di Messi affiancando Villa e Pedro sulla linea d'attacco. Il centrocampo deve ancora fare a meno di Mascherano ma il Keita di quest'anno è un giocatore in costante crescita, preciso e puntuale mentre Busquets è sempre più una garanzia. Unico neo il nervosismo di Villa che non ha trovato il goal e si è fatto espellere per un brutto fallo di reazione.
Il testa c'è sempre il Valencia che vince a Gijon e si gode la vetta a +1 dal Barcellona in attesa della trasferta verità prevista tra 2 settimane al Camp Nou.
In Germania continua il momento magico del Mainz alla sesta vittoria consecutiva. Questa volta il Mainz espugna l'Allianz Arena di Monaco. Il Bayern privo di Robben e Ribery continua a stentare in campionato dove si trova a -10 dal Mainz capolista. Klose, Gomez, Kroos è tutta gente che ama giocare in velocità, cosa che non accade quando sull'esterno c'è Altintop. Il Mainz vive un sogno: non credo possa lottare per il titolo, ma può fare come l'Hoffeheim di pochi anni fa: imporsi all'Europa come sopresa assoluta. Le ultime due posizioni della classifica sono occupate da Schalke e Stoccarda. La squadra di Magath sembrava aver ritrovato fiducia nel turno infrasettimanale vincendo a Friburgo ma è il pareggio casalingo (2-2) con il Mochengladbach non può soddisfare. Lo Stoccarda di Camoranesi e Molinaro è ultimo, mentre il Wolsfburg di Diego, Kjaer e Barzagli (oltre che di Dzeko) centra la 3za vittoria consecutiva. Campionato come al solito strano nelle sue fasi iniziali. Resto convinto che la Bundesliga alla fine se la aggiudicherà il Bayern anche se consiglio di tenere d'occhio il Borussia Dortmund, secondo con 15 punti. I gialloneri giocano benissimo, hanno un età media di 21 anni e hanno alle spalle l'entusiasmo di un pubblico e di una città calda e che vuole tornare ad essere protagonista.
In Francia continuano a volare St.Etienne e Rennes, mentre le cosiddette grandi stentano, con Lione ed Auxerre che occupano 2 degli ultimi 3 posti. A quota 0 c'è l'Arles già destinato alla retrocessione in stile Grenoble 2009/2010. Si sta lentamente ritrovando il Bordeaux, mentre il Marsiglia si è portato al 5° posto a 5 punti dal St.Etienne. La squadra di Deschamps ha centrato la 3za vittoria casalinga consecutiva e resta il più serio pretendente al titolo.
In Portogallo continua a volare il Porto, il Benfica ha superato l'avvio shock ma ha accumulato 9 punti di ritardo dalla vetta che sono difficilmente recuperabili in un campionato in cui è difficile per le grandi perdere punti. In Olanda 2-2 nel big-match tra Twente ed Ajax; non ne approfitta il PSV bloccato in casa dal Groningen (1-1). In Scozia continua il monologo di Rangers (3-2 all'Aberdeen dopo lo svantaggio) e Celtic.
EL

Max Biaggi campione del mondo Sbk!

Dopo i quattro titoli consecutivi conquistati in 250 tra il 94 e il 97, dopo le delusioni in 500 e in Moto Gp, dopo l'anno sabbatico del 2006 che sembrava sancire la fine della sua carriera, a 39 anni Biaggi è tornato sul tetto del mondo conquistando con una gara d'anticipo il titolo Superbike, primo italiano a riuscire nell'impresa e lo ha fatto proprio davanti al proprio pubblico, ad Imola, sul circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari.
Missione compiuta dunque per il romano a cui, presentatosi con un vantaggio di 58 punti, bastava non perdere più di 8 punti e ce l'ha fatta anche grazie ad un errore del rivale Haslam e sopratutto alla rottura del motore della sua Suzuki.
In realtà le cose non si erano messe molto bene: al pronti via di gara uno Biaggi parte tranquillo per evitare qualsiasi rischio, mentre Haslam si mette in coda a Sykes, partito dalla pole. Al terzo giro grande brivido: il pilota dell'Aprilia arriva lungo alla curva Villeneuve, taglia la pista e rischia la collisione con altri piloti; come se ciò non bastasse in seguito viene riportato sulla ghiaia dal connazionale Scassa, perdendo ulteriore tempo e posizioni. Haslam cerca di approfittarne e si inserisce nel gruppetto di testa composto da Sykes su Kawasaki, Lanzi e Checa su Ducati clienti. Ben presto Checa e Haslam rompono gli indugi e vanno in fuga, tra i due negli ultimi giri si accende la lotta per la vittoria. Haslam fiuta il colpaccio, e cerca disperatamente di conquistare l'intera posta in palio, che gli permetterebbero di guadagnare ben 20 punti sul rivale, che si trova nelle retrovie in undicesima posizione. Checa chiude tutte le porte e stacca tardissimo, Haslam non ci sta e all'ultima curva, la Rivazza, lo infila ma la manovra è azzardata e l'inglese finisce sulla ghiaia, perdendo ben tre posizioni. Errore clamoroso che favorisce Biaggi, arrivato undicesimo ed apparso timoroso e in difficoltà. In virtù di questi risultati il vantaggio è di 52 punti, al romano basterà arrivare prima del rivale in gara due.
Il podio di gara 1 è tutto Ducati, con Checa, il superlativo Lanzi e il redivivo Haga, autore di un'ottima rimonta favorita dall'errore di Haslam. Smrz, che sostituisce l'infortunato Camier in sella all'Aprilia, arriva quarto e regala punti preziosi alla casa di Noale in chiave campionato costruttori.
Arriva il momento di gara 2, Biaggi ed Haslam corrono una gara nella gara, tutti gli occhi sono puntati su di loro. Il romano stavolta scatta bene e si mette subito a marcare il rivale nel gruppo di testa, che rimane compatto finchè Checa non rompe gli indugi e prende il largo. Dietro lo spagnolo si scatena la bagarre: Haslam arriva lungo alla chicane prima del traguardo e per non essere penalizzato fa passare Sykes, Biaggi, Haga e Fabrizio. Il titolo per il corsaro sembra vicino, ma Haslam non si arrende, tenta il recupero ma la sorte gli volta le spalle. A metà gara il motore della sua Suzuki cede di schianto e pone fine al suo sogno mondiale, dando inizio al tripudio iridato per il corsaro, matematicamente campione prima della bandiera a scacchi, con gli ultimi giri trasformati in una passerella di fronte ai festanti tifosi sulle tribune. Carlos Checa firma la doppietta, secondo un ottimo Haga, terzo Crutchlow. Biaggi chiude con il quinto posto più bello della sua carriera.
Permettetemi di fare una considerazione, una piccola nota stonata nella sinfonia mondiale di Max. Sia chiaro, considero il titolo meritatissimo ed indiscutibile, frutto di nove vittorie (4 le doppiette) 13 podi e numerosi piazzamenti....ma sarebbe stato certamente più bello celebrare il titolo con una vittoria o un podio e non per errori/sfortune altrui che fanno comunque parte di questo sport. Max non va a podio da sei gare, dopo la doppietta di Brno dello scorso Luglio, un po' troppo per un campione del mondo. Considerazione forse pignola che non vuole comunque togliere i meriti di un grande pilota, bravissimo nella costanza dei risultati e sopratutto nello sviluppo di una moto come l'Aprilia, resa vincente in soli due anni grazie anche al genio di ingegneri e tecnici del calibro di Gigi Dall'Igna.
"E' una roba pazzesca... E' il mio sogno più grande, che non ho mai nascosto, non ho mai voluto dimenticare che era possibile vincere. L'ho rincorso per tanto tempo ed è un sigillo che mi ripaga per i tanti sforzi fatti. Mi sembra di essere tornato a 10-15 anni fa. Un grande politico diceva che il potere logora chi non ce l'ha, ma io non cercavo il potere, volevo solo un sogno, e l'ho trovato oggi, grazie alla squadra e alla mia famiglia", ha affermato un raggiante Biaggi ai giornalisti. 
A fine gara il suo Fan Club lo ha vestito da Corsaro e lo ha fatto salire su un veliero: a 39 anni non è troppo tardi per continuare ad essere un campione ed inseguire gli obiettivi sognati. 


MDZ

Classifica cortissima: 19 squadre in 5 punti!

Con il goal di Vucinic al 92' si è ricompattata la classifica, la Roma ha ricevuto una boccata d'ossigeno e l'Inter ha bloccato la propria fuga che in caso di ulteriore vittoria sarebbe diventata già problematica per le inseguitrici. Roma-Inter non è stata una partita bella, molto tattica, molto nervosa. Era una partita destinata allo 0-0 che pareva accontentare entrambe le formazioni quando Vucinic ha trovato la rete di testa su un cross di De Rossi. Il montenegrino era entrato da 10' in campo per Totti che era andato sotto la doccia senza nemmeno fermarsi in panchina a gioire con la squadra. A prescindere dal goal il rientro di Vucinic è stato fondamentale per una squadra che non è imprevedibile in attacco senza le giocate di Vucinic. Borriello è una punta che gioca sempre spalle alla porta e non ha guizzi, non ha dribbiling, non è spietato sotto porta, non dà profondità. E' un modestissimo attaccante che è in grado (qualche volta) di far salire la squadra e di procurarsi qualche fallo. Ménez nel secondo tempo è cresciuto, Ranieri punta molto su di lui e credo che con il rientro a pieno regime di Vucinic sarà proprio Borriello a perdere il posto. La Roma passerà al 4-3-2-1 con Perrotta-Pizzarro-De Rossi a protezione della difesa, Ménez-Vucinic a giostrare dietro a Totti. Il capitano non ha più il passo e la freschezza della seconda punta/rifinitore: appare più decisivo anche in termini realizzativi quando gioca prima punta e deve coprire una quantità minore di campo. Segni di risveglio la Roma li aveva già dati a Brescia ma con l'Inter la difesa, guidata da Burdisso è stata quasi perfetta. Il rientro di Riise ha ridato equilibrio ad una squadra che ritrovando molti titolari è sicuramente più coesa. La trasferta di Napoli ci dirà qualcosa in più sui giallorossi. L'Inter ha subito i molti impegni, Benitez non può cambiare molto: senza Zanetti, Thiago Motta e Samuel il turn-over è ridotto al minimo e si è visto che la squadra era stanca. Pandev ed Eto'o non rientravano come al solito e Sneijder è apparso molto nervoso. Non so se tutti hanno notato l'atteggiamento dell'olandese: indisponente con i compagni e sempre pronto a criticare le scelte se non servito con sufficiente celerità. L'olandese non tenuto a bada da Mourinho sta tornando quel giocatore solo talento che prima dell'anno scorso aveva deluso tutti. Benitez dev'essere bravo ed intelligente a lavorare sulla testa di Sneijder che appare aver perso spirito di sacrificio e di squadra che l'anno scorso (per la prima annata della sua carriera) aveva trovato.
Benino il Milan che batte 1-0 il Genoa grazie ad Ibrahimovìc. Allegri schiera Robinho dal primo minuto ma la manovra è lenta e fatica a decollare, Abbiati è il migliore in campo. Da non dimenticare che il Genoa è ancora squadra in costruzione e non riesce ad affondare il colpo. Il Milan torna a -2 dall'Inter ma fino a questo momento non dà alcuna garanzia di poter lottare fino in fondo per il titolo come sostiene (volente o nolente) il tecnico Allegri.
Vince e convince anche la Juve che si sbarazza del Cagliari (4-2) grazie ad una tripletta di Krasic. Non si sa mai come commentare la Juve di questo periodo, in grado di passare in pochi giorni da ottime prestazioni a amnesie che la portano a sconfitte senza appello come con Bari e Palermo. I bianconeri non hanno ancora trovato equlibrio: una costante sono i goal subiti (troppi) ma anche un atteggiamento sempre positivo e propositivo. Del Neri ancora non riesce ad imporre i suoi meccanismi difensivi che tanto avevano funzionato a Genova. L'infortunio di Amauri può essere un problema in vista della doppia trasferta di Manchester (in Europa League) e di Milano (con l'Inter in campionato). E l'unica prima punta di ruolo ed anche se non segna a ripetizione fa salire la squadra e crea spazi per gli inserimenti degli esterni.
Nelle partite della domenica pomeriggio larga vittoria del Napoli a Cesena: era una vittoria prevedibile; il Cesena resta la squadra più modesta della serie A e nonostante la partenza a razzo farà fatica ad ottenere la salvezza. Il Napoli è costruito per giocare in trasferta: due incontristi davanti alla difesa ed il trio Hamisk-Lavezzi-Cavani letale nelle ripartenze. I partenopei hanno espugnato Genova e Cesena, pareggiato a Firenze ma faticano quando devono imporre il proprio gioco (2 pareggi ed una sconfitta al S.Paolo comprendendo l'Europa League). La Lazio affianca l'Inter in vetta alla classifica: la partita di Verona è stata a senso unico con i biancocelesti che hanno preso in mano le redini del gioco dal primo minuto. Ottima l'intesa tra Floccari e Zarate con l'argentino tornato su buoni livelli anche se sciupone. E' lui a decidere il match dopo l'imbeccata di Hernanes, 14 milioni ottimamente spesi da Lotito per un centrocampista offensivo di grandi livelli. Non so quanto la Lazio possa rimanere in vetta ma credo che un campionato di vertice, lottando per la qualificazione alle coppe europee sia alla portata degli uomini di Reja che pur non dovendo affrontare le coppe europee hanno un organico profondo e di qualità. Pareggi in Palermo-Lecce, Catania-Bologna e Sampdoria-Udinese. Il Palermo sotto di 2 goal ha un'ottima reazione sempre sostenuto dal proprio pubblico ma non è una squadra ancora matura in grado di fare un filotto di partite senza passi falsi. Gli innesti di Ilicic e Bacinovic in mezzo al campo sono stati positivi ma la difesa incassa ancora troppi goal. Il punto tra Catania e Bologna accontenta entrambe le squadre mentre lo 0-0 tra Samp ed Udinese è lo specchio di una partita bruttissima. I friulani fanno qualcosa di più, ed ottengono (meritatamente) il primo punto della stagione mentre la Samp dopo la sconfitta interna di una settimana fa con il Napoli appare aver smarrito molte sicurezze. Il secondo 0-0 consecutivo testimonia come l'attacco Cassano-Pazzini non stia vivendo un buon momento di forma e che il centrocampo (Palombo in particolare) accusi le tante partite giocate. Gli infortuni di Tissone, Poli e Sammarco non danno ricambi a Di Carlo. La conclusione è che in queste condizioni è sempre importante muovere la classifica e così i blucerchiati scendono in campo molto attenti ma privi di idee ed osano poco.
Bellissima partita quella tra Bari e Brescia, forse le squadre che stanno meglio sul piano atletico. Il Bari ritrova un ottimo Barreto mentre il Brescia nonostante la sconfitta (2-1) si dimostra una compagine collaudata. Le rondinelle devono fare a meno di Diamanti, mentre Caracciolo è sostituito da Possanzini che affianca Eder. Il pareggio sarebbe il risultato più giusto, ma il rigore di Barreto spezza l'equlibrio.
Prima vittoria per la Fiorentina (2-0) che batte un Parma troppo brutto per essere vero. Marino ha sempre fatto giocare a calcio le proprie squadre, ieri il movimento senza palla è stato nulla e gli emiliani sono apparsi svogliati e privi di idee. La Fiorentina ha ritrovato il proprio pubblico e questo può sicuramente essere un'arma in più per i viola.
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