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lunedì 28 febbraio 2011

Superbike: Fulmine Checa a Phillip Island. Biaggi secondo, rinasce Melandri



Phillip Island. Carlos Checa conclude il suo weekend perfetto, dopo aver conquistato la Superpole, con una fantastica doppietta nel primo round del campionato Superbike 2011. Lo Spagnolo, in sella alla sua Ducati clienti (ricordo che per quest'anno la casa madre bolognese non disputerà direttamente con moto ufficiali il campionato ma fornirà assistenza ai team privati) aveva già dominato i test d'inizio stagione e si è confermato con una facilità incredibile sul bellissimo circuito australiano, trionfando in gara-1 e gara-2.
In entrambe le prove lo spagnolo ha preceduto il campione del mondo in carica Max Biaggi, felice per aver conquistato un ottimo risultato in un circuito dove la sua Aprilia aveva storicamente sempre fatto fatica (la scorsa stagione solo un ottavo e un quinto posto). Terzo gradino del podio di gara-1 occupato da Leon Haslam, passato dalla Suzuki, con la quale l'anno scorso aveva dato filo da torcere al nostro Max, alla Bmw. L'inglese completa il suo weekend con un quinto posto nella seconda prova. Prova speculare a quella del britannico per Marco Melandri, quinto all'esordio nel mondiale Superbike in sella alla Yamaha e poi terzo in gara due. Il ravennate, smaltito il flop in Moto Gp e soprattutto una delicata operazione alla malconcia spalla risalente al dicembre scorso, ha dato vita nella seconda prova ad un duello spettacolare con Max Biaggi: i due si sono sfidati a suon di sorpassi e contro sorpassi fino al traguardo, con il romano a spuntarla di poco sul connazionale. Buoni risultati anche per altri due italiani, Michel Fabrizio (sesto ed ottavo posto per lui su Suzuki) e Roberto Rolfo (11° e 12° su Kawasaki). 
Al settimo cielo dunque Checa, anche se "Non è stato affatto facile - analizza davanti ai microfoni- Sono andato al comando appena ho potuto e con Haslam non è stato facile. Da lì ho cercato di fare la mia gara, ma sapevo che stavano lottando dietro di me e due secondi di vantaggio non erano molti. Questo è il miglior inizio per me, 50 punti qui in Australia".

Biaggi non è da meno: "Due podi al secondo posto in Australia rappresentano un ottimo risultato. Grazie al mio team e ai tecnici, abbiamo lavorato molto bene in questi giorni. E' stato bello lottare con Marco, la Yamaha ha un buon potenziale e penso che possano fare bene in gara, così come Haslam. E questo rende il campionato molto più competitivo".

Emozionata rinascita per Melandri: E' stata una giornata incredibile per me dopo una gara 1 non buona. Non avevo avuto un buon feeling con la moto, ma con il team abbiamo fatto un ottimo lavoro per gara 2, dove ho potuto girare molto più forte. Ho iniziato più aggressivamente, ed è bello essere di nuovo sul podio dopo tanto tempo. Sono solo un po' deluso di non aver battuto Max per il secondo posto".

Insomma il campionato promette come sempre spettacolo...peccato solo dover aspettare un mese per gustarselo di nuovo: si riprende infatti solo il 25 Marzo a Donington Park, Inghilterra.

MDZ

venerdì 25 febbraio 2011

Più tessere che tifosi allo stadio!

Dall'inizio di questa stagione calcistica per chi volesse seguire la propria squadra in trasferta nel settore ospiti è obbligatorio essere in possesso della "Tessera del tifoso". L'iniziativa, elaborata e  promossa con fiero entusiasmo dal ministero degli interni per arginare il fenomeno della violenza negli stadi, ha da subito suscitato le feroci proteste del mondo ultras che per una volta si è trovato d'accordo nel contrastare questa normativa, al di là del tifo. L'obiezione principale è "il pericolo schedatura": in pratica le società di calcio con cui il tifoso stipula il contratto vengono a conoscenza di vita, morte e miracoli, in collaborazione con le questure. Inoltre la tessera viene rilasciata dopo un controllo atto a verificare l'esistenza di provvedimenti Daspo in corso o passati: in parole povere chi sta scontando o ha scontato il provvedimento che vieta ai puniti di entrare in uno stadio a causa di gravi reati ivi commessi, non può ricevere la tessera e quindi non può seguire la propria squadra in trasferta! Apriti cielo: proteste, grida all'attentato alla libertà....
Sinceramente di primo acchito non capivo le proteste degli ultras, io che ultras non sono sebbene tifoso sfegatato di una squadra che, essendo di una città distante dalla mia, non mi è possibile seguire con la continuità che vorrei dal vivo. Ho recepito quelle proteste come un'ottusa difesa dei privilegi di quel mondo, come l'impunità e il diritto a considerare gli stadi italiani come una zona franca. Pur conscio che il provvedimento non avrebbe come d'incanto risolto ogni problema, lo consideravo un minuscolo passetto in avanti all'italiana (della serie "serve a poco, si potrebbe fare meglio....ma meglio di niente").
Dopo sei mesi di campionato possiamo tranquillamente affermare senza timore di essere smentiti che la tessera del tifoso si è rivelata un fallimento in tutto e per tutto e non solo perchè non ha apportato benifici ma sopratutto perchè ha creato danni e ingigantito i problemi che mirava ad estinguere. Innanzitutto chi è sprovvisto di tessera continua senza alcun problema a recarsi in trasferta... però senza prendere posto nel settore ospiti! Che tremenda punizione! Che severità!  I violenti e facinorosi tifosi a cui si vuole vietare l'ingresso nel settore ospiti, comprano tutti insieme un biglietto qualsiasi in qualsiasi altro settore dello stadio e vengono per diritto divino collocati insieme spesso in tribuna! Avete capito bene, in tribuna, a pochi seggiolini dai tifosi della squadra avversaria!!!! Bel modo per evitare qualsiasi problema e scontro! Geniale!
Inoltre grazie alla tessera quest'anno c'è stato un crollo verticale della vendita degli abbonamenti (ad ogni abbonato viene rilasciata in automatico la tessera e molti ultras per protesta non hanno rinnovato l'abbonamento) e dei biglietti, provocando un danno economico gravissimo per le società e un ulteriore danno all'immagine del nostro paese, come se ne avessimo bisogno. In vista del fair play finanziario, un fattore essenziale per le società saranno gli introiti garantiti dalla vendita dei biglietti! Con questi stadi fatiscenti e obsoleti, con la tessera del tifoso, con dei campi di gioco vergognosi...come faremo a competere contro le superpotenze europee che vantano stadi all'avanguardia, record di presenze e campi perfetti? Solo per citare un dato, il Borussia Dortmund capolista in Bundesliga ha una media di 80mila spettatori a partita! (In media!!! sia che giochi contro il Bayern, sia contro il una squadra di serie B tedesca, numeri che noi in Italia ci possiamo solo sognare). Di tessere ne sono state erogate molte secondo i dati del ministero: ebbene si, ci sono più tessere del tifoso che tifosi allo stadio. O il calcio in Italia cambia oppure rischiamo di diventare un campionato minore, sempre meno appetibile e competitivo. Vedere per credere la debacle europea di questi giorni.
Gli stadi di proprietà potrebbero dare una sterzata salutare, ma siamo riusciti a perdere la corsa per l'organizzazione degli europei del 2012 e quelli del 2018; inoltre una legge fondamentale, che permetterebbe con più facilità ad un club di costruirsi il proprio stadio, è clamorosamente impantanata alla camera dei deputati. Solo la Juventus è riuscita miracolosamente ad avere il suo gioiello di proprietà: verrà ultimato ed inaugurato in estate. Buon segnale, vedremo il risultato, sperando che faccia da traino per tutto il movimento calcistico italiano, sempre che sia stato costruito bene e sopratutto che la mentalità italiana lo accetti e lo aiuti a crescere. E pensare che basterebbe così poco.....E invece....Invece i tifosi del Genoa accolgono gli acerrimi rivali milanisti con una sassaiola e sfondano il blocco della polizia. Nessun provvedimento a danno nè dei tifosi, nè della società. Durante il derby della capitale ogni anno è normale aspettarsi feriti, accoltellamenti, scontri. Nessun provvedimento a danno delle società. Ai napoletani viene proibito di andare a vedere Genoa-Napoli: peccato che le sue tifoserie siano unite da uno storico gemellaggio; stessa cosa capitata agli interisti per Lazio-Inter, mentre tifoserie storicamente problematiche vengono fatte entrare in contatto. Cose da pazzi, cose da Italia.
Complimenti ai politici italiani e ai dirigenti della federazione: portano allo stadio i violenti e allontanano gli sportivi veri.

MDZ

Test Moto Gp: Honda da sogno, Devastoner e Rossi-Rossa in difficoltà


La tre giorni di test disputata sul tracciato di Sepang ha evidenziato un fatto inconfutabile, che già era emerso nei test precedenti: la Honda è una moto già molto competitiva e con tutti i suoi piloti, dal tarantolato Casey Stoner a "cliente" Marco Simoncelli. Durante tutte e tre le giornate di test infatti quattro Honda si sono prese i primi quattro posti nella classifica dei tempi, a sancire un dominio netto che sa di monomarca. La casa giapponese ha finalmente presentato il risultato di uno sviluppo sul modello precedente, che nella seconda fase della stagione aveva raggiunto prestazioni da prima della classe; insomma niente rivoluzioni ma intelligenti migliorie, come la nuova trasmissione adottata in questi test.
In forma devastante Casey Stoner, capace di inanellare giri velocissimi, di abbattere il muro dei due minuti, mai accaduto nell'era delle 800 a Sepang, di effettuare nell'ultima giornata di test una simulazione di gara di 16 giri con tempi pazzeschi, costantemente sul 2:01' basso. Insomma Stoner ha già trovato un feeling incredibile con la sua moto e se la gara si disputasse domani potrebbe facilmente salutare tutti e andare a vincere. 
Il collega di marca Dani Pedrosa è stato anch'egli molto veloce e costante, unico ad emulare Casey nell'abbattere il muro dei due minuti, con un ritardo di due decimi. Per i due si profila un campionato nel campionato: supremazia nel team ufficiale e corsa al titolo mondiale. Molto probabilmente le cose andranno di pari passo. Rimanendo in casa Honda, test molto positivi per Dovizioso e Simoncelli, magari non altrettanto efficaci in termini di velocità sul giro secco ma molto a posto sul ritmo di gara. Teoricamente se la potrebbero tranquillamente giocare per il podio.
Esaurito il trenino Honda, passiamo a quello Yamaha. Ti aspetti il campione del mondo in carica e invece il più veloce della casa di Iwata è  Ben Spies, subito a suo agio nel team ufficiale. L'americano però si becca un bel secondo da Stoner, cosa non da poco. La Yamaha deve ancora lavorare in termini di potenza del motore e di trazione, come lamenta Jorge Lorenzo, settimo assoluto e con qualche problemino di troppo, tra i quali il nuovo agguerrito compagno di squadra: il muro delle polemiche che lo separava dal "riservato" Rossi è stato mantenuto, sembra che tra i due non corra buon sangue! 
Per trovare la prima Ducati dobbiamo addirittura scendere fino al decimo posto e troviamo non Rossi ma Barbera. Il dottore è addirittura undicesimo, a ben un secondo e otto decimi di distacco. Un distacco davvero abissale e inusuale per il nove volte campione del mondo. Le attenuanti ci sono tutte: la forma fisica ancora imperfetta, la febbre che l'ha costretto a rinunciare alla seconda giornata di test, un gran peccato considerate le poche opportunità di effettuare test durante l'arco della stagione e la grande mole di lavoro necessaria; inoltre Vale non ha utilizzato la gomma più morbida alla ricerca del giro veloce, concentrandosi solamente sulla messa a punto e sugli assetti, senza per altro capirci molto. Attenuanti si, ma che certo non spiegano i quasi due secondi di distacco. Lo stesso Vale si è detto molto preoccupato: "Non possiamo essere soddisfatti di queste prove perché non abbiamo raggiunto gli obiettivi che volevamo, ovvero chiudere intorno alla sesta posizione e soprattutto con un distacco più ridotto. Invece siamo a un secondo e otto e anche come passo siamo indietro"; il dottore, che lamenta sopratutto problemi di entrata e percorrenza della curva, è concentrato sul futuro: "I prossimi test sono in Qatar, una pista diversa da Sepang che non è storicamente molto favorevole alla Ducati, quindi vedremo se riusciremo ad essere più veloci".
La situazione in Ducati non è delle migliori: Hayden firma lo stesso tempo al millesimo di Vale, Capirossi, che di Ducati dovrebbe essere esperto, si becca due secondi e mezzo di ritardo. Segnale che qualcosa proprio non va. Davvero la Ducati riesce a guidarla un solo eletto? (Stoner?)
Questo il quadro della situazione. Le valutazioni fatte possono risultare troppo facili e scontate. Si tratta pur sempre di test: non ci sono in palio pole o punti, cercare il giro veloce non ha tutta questa importanza. Stoner è sempre stato un fulmine in prova e nei test, salvo poi perdersi spesso durante le gare; Pedrosa è sempre stato tra i più veloci ma ha sempre peccato nella costanza; il Sic e il Dovi non sembrano ancora maturi per lottare per il titolo; la Honda è sembrata di un altro livello, ma siamo sicuri che quattro galli nel pollaio non porteranno problemi di sviluppo? Chi seguiranno i tecnici?
 Lorenzo è sembrato in difficoltà....ma siamo sicuri che non si stia semplicemente nascondendo? Il favorito rimane lui. Dimentico qualcuno? Rossi sembra in difficoltà ma il talento è indiscutibile e se la giocherà fino alla fine, l'animale da gara resta ancora lui. 
Tante domande, poche certezze. Ancora due giornate di test e poi il campionato ci darà le prime risposte!


MDZ

venerdì 24 dicembre 2010

Benitez via,ora Leonardo?



La rescissione consensuale del contratto che legava Benitez all'Inter è la logica conseguenza delle affermazioni del tecnico spagnolo dopo la vittoria del Mondiale per Club. Benitez all'Inter ha fatto male: ha l'attenuante degli infortuni ma non ha saputo adattarsi al calcio italiano e soprattutto alla sua nuova squadra. Ha cambiato preparazione fisica, ha tentato di andar contro (come gioco ed atteggiamento) al suo adorato predecessore e non ha ottenuto buoni risultati. Ed ora? La scelta di un traghettatore appare fuori discussione: Leonardo il più probabile. Benitez nelle competizioni europee ha fatto 4 semifinali a Liverpool, Leonardo non ha esperienza se non nella figuraccia rimediata ad Old Traffold l'anno scorso. Benitez ha vinto due scudetti a Valencia, Leonardo è arrivato 3° a 15 punti nella sua unica esperienza in panchina. Benitez ha vinto la più bella Champions nella storia del calcio rimontando 3 goal al Milan nella memorabile finale di Istanbul vinta ai rigori. Leonardo è un uomo Milan: ex giocatore,ex dirigente,ex allenatore. Se questa fosse la scelta,a mio avviso, l'Inter farebbe un passo indietro ritornando quella avventata di 7-8 anni fa quando in panchina c'era Tardelli. Non ho nulla contro Leonardo,anzi è un buon tecnico ed un ottima persona ma non lo considero assolutamente pronto per guidare una corazzata come l'Inter. I giocatori non sopportavano Benitez e questo è stato il motivo alla fine della cacciata "consensuale". Zanetti, Cordoba, Materazzi,Stankovic ed altri senatori dello spogliatoio hanno parlato alla società facendosi portavoce dei sentimenti all'interno della squadra e la linea comune era che Benitez non era gradito. Resta da definire se dopo Mourinho questo gruppo tolleri ancora qualcuno :sono giocatori che hanno vinto tutto e legano le loro vittorie al mago di Setubal più che alla loro forza. Il problema di Mourinho quando va via è che si è convinti di aver vinto solo grazie a lui e che annate del genere siano irripetibili senza il protoghese in panchina. Fino a che la squadra non si libererà di questa infatuazione-amore per Mourniho l'Inter farà fativa a centrare nuovamente grandi traguardi. Spero che Moratti non torni a gestire l'Inter come il suo giocattolo personale e capisca che deve iniziare un altro progetto nuovo, con pazienza e perseveranza senza voler vincere subito ancora tutto.
Non cred che Leonardo sia l'uomo adatto a sostituire in pochi mesi nella mente dei giocatori Mourniho. Chiudo con una considerazione di carattere etico-economico: Benitez quest'anno ha fatto malissimo sia all'Inter (dove è stato cacciato con una buonuscita) sia al Liverpool (6°in Premier e cacciato anche li con una buonuscita) e ha incassato grazie alla sua aria assente e falsamente paciosa e tranquilla ben 14 milioni di euro. In un momento mondiale in cui si licenzia dal lavoro per malattia o gravidanza, queste sono cifre e fatti che allontanano non poco dal mondo del calcio.
EL

mercoledì 22 dicembre 2010

Non solo Inter! Trento è campione del mondo di volley! E Bergamo conquista il bronzo!

La Trentino Betclic si è laureata campione del mondo per club di volley per la seconda volta consecutiva, spazzando via in finale i polacchi dello Skra Belchatow per 3-1 (25-22, 25-19, 20-25, 25-16 i parziali). Successo netto e senza storie per la squadra del presidente Mosna, campione d'Europa in carica: è il sesto titolo in dieci anni di storia, record impressionante. I ragazzi del coach Stoychev hanno disputato un torneo perfetto, come testimoniano i premi: Mvp e miglior schiacciatore a Juantorena, miglior alzatore a Raphael. Doppio successo mai centrato prima d'ora che bissa il doppio successo in Champions League del 2009 e 2010! L'albo d'oro della competizione parla solo italiano: dal 1989 ad oggi (ricordiamo però che tra il 93 e il 2008 il torneo non si è disputato) solo squadre italiane sul gradino più alto del podio.

Se il Volley maschile ci regala grandissime soddisfazioni, quello femminile non è comunque da meno: la Foppapedretti Bergamo ha conquistato agevolmente il bronzo battendo per 3-1 (25-8, 23-25, 25-8, 25-15)  le dominicane del Mirador nella finale per il 3° e 4° posto. Medaglia che risolleva il morale delle campionesse d'europa in carica, a terra dopo la netta sconfitta per 3-0 subita in semifinale dalle brasiliane della Osasco, contro le quali nulla hanno potuto Piccinini e Ortolani. (Il torneo è stato conquistato dalle turche del Fenerbahce).

MDZ

martedì 21 dicembre 2010

Il punto sul campionato

La lunga sosta natalizia ci permette di fare alcune considerazioni: il campionato è sicuramente più equilibrato di quanto avvenuto nelle ultime 4 stagioni. L'Inter è molto attardata (13 punti con 2 partite da recuperare) e non è più la padrona assoluta. Il Milan veniva da una striscia impressionante ma la sconfitta contro la Roma ha tolto alcune certezze ai rossoneri anche se la Juve (avversaria per il titolo più vicina e credibile) si fa raggiungere a Verona e dimostra di non essere ancora matura. Lazio e Napoli sono le due grandi sorprese del campionato. A mio avviso molto più i biancocelesti dei partenopei che da anni spendevano sul mercato ed avevano un progetto che finalmente dà i suoi frutti. La Lazio di Reja ha consegnato al campionato italiano un fuoriclasse come Hernanes ed un gioco solido,senza fronzoli tipico delle squadre del tecnico friulano. Il Napoli è una squadra giovane con un tridente offensivo di grandissimo talento,una difesa solida ed un centrocampo che si basa sulla crescita costante di Gargano,non più semplice motorino ma regista dai piedi raffinati. Non vinceranno lo scudetto ma possono inserirsi nella lotta Champions togliendo uno o due posti a squadre più blasonate come Roma,Inter o Juve. La squadra che esprime il miglior calcio è la Roma che si trova al 5°posto staccata di 7 punti e non sono tanti se si pensa al recupero della scorsa stagione. Se Ranieri riesce a gestire Totti e la rosa (ampia) che ha a disposizione i giallorossi possono farcela. In Italia non si esprime un grande calcio,è innegabile che il nostro campionato abbia perso appeal. Resta il più difficile del mondo,sia per pressione che per competenza tattica delle squadre ma proprio questo cercare il risultato ad ogni costo sta allontanando le persone dagli stadi e da questo sport. Le partite sono spesso bruttine,tattiche. L'addio di Mourinho ha privato il parco allenatori di un uomo discutibile ma sicuramente di personalità e di carattere. I vari Ranieri,Del Neri,Allegri,Benitez allenano grandi squadra ma non sono certo allenatori di fama o di grande acume. Non ho capito l'esonero di Gasperini dopo 5 anni ottimi al Genoa: aveva ancora il coraggio di giocare con il 3-4-3!! Il suo Genoa tentava,con tutti i limiti tecnici che aveva ed ha,di fare la partita. La chiamata di Ballardini punta a fare maggiori risultati anche giocando peggio. Fino ad ora il Genoa è riuscito a giocare peggio facendo anche minori risultati. Interessante il Palermo,molto interessante la gestione che Delio Rossi sta riservando a Pastore che dal rientro di Miccoli si è assolutamente ecclissato dal gioco. Il tecnico non si fa pregare a sostituire il talento argentino autore di prestazioni assolutamente modeste. Questo avvio di campionato ci ha regalato il rientro di Mutu e la rottura tra Cassano e la Samp. Sampdoria e Fiorentina mi sembrano squadre abbastanza simili che hanno in rosa ottimi giocatori (Vargas-Ziegler, Gamberini-Gastaldello,Palombo-Montolivo,Gilardino-Pazzini) ma giunte alla fine di un ciclo che le ha portate entrambe in Champions come picco più alto. L'addio di Prandelli a Firenze e di Marotta a Genova ha fatto capire anche che le società non avevano più stimoli ad impegnarsi in prima persona tagliando anche le poche spese che avevano effettuato per portare le squadre a buoni livelli. Da quota 20 in giù tutti lottano per la salvezza.Chievo,Cagliari,Bologna,Brescia,Lecce,Cesena,Bari sono alcune di queste squadre. Il Cagliari,nonostante Donadoni stia facendo bene,pagherà l'esonero di Bisoli,a mio avviso il miglior italiano emergente e faticherà a centrare l'obbiettivo,mentre il Chievo di Pioli sta facendo ottimi risultati con le grandi ma ha perso qualche scontro diretto di troppo (Brescia,Lecce e Bologna) che lo condanna ad avere meno punti di quanti ne potrebbe aver totalizzato. Le 3 neopromosse non sono state attrezzate per il salto: hanno un organico da serie B ma di questi tempi potrebbe bastare per salvarsi. Infine il Bari,passato dall'essere la rivelazione dello scorso campionato ad un mediocre ultimo posto con 11 punto. Un buon mercato invernale ed il rientro di alcuni assenti (Almiron su tutti) sono presupposti indispensabili per poter sperare nella salvezza. Le mie previsioni sull'esito finale (le squadre sono in ordine alfabetico!!!)
CHAMPIONS LEAGUE: INTER, JUVENTUS, MILAN, ROMA
EUROPA LEAGUE: LAZIO, NAPOLI, PALERMO
SERIE B: BARI, CESENA, LECCE
EL

lunedì 20 dicembre 2010

Buffon-Del Neri: il segnale che la Juve sta guarendo

A turbare il finora tranquillo cammino dei bianconeri sono arrivate le famose parole del tecnico Del Neri nei confronti di Gigi Buffon. A chi gli ha chiesto come avrebbe gestito la sua imminente disponibilità, il tecnico friulano ha risposto piccato che Gigi è un giocatore come tutti gli altri e quindi, come tutti, dovrà sudare e dimostrare di meritarsi il posto da titolare. Apriti cielo, accuse di delirio di onnipotenza, sdegno e incredulità tra gli addetti ai lavori, non ultimo il procuratore stesso del portierone bianconero, Silvano Martina, che in diretta televisiva ha bacchettato l'allenatore, chiedendo rispetto per il suo assistito e invocando una multa da parte della società per le dichiarazioni fuori luogo. Questo episodio ha scatenato le mai sopite ipotesi di mercato sul giocatore, dato dal 2006 a questa parte un giorno sì e l'altro no prima allo United, poi al Bayern Monaco, City e via dicendo. Il divorzio è dato per imminente, agevolato dalle buone prestazioni di Marco Storari. Non mi voglio soffermare sulle vicende di mercato, che comunque hanno un ruolo rilevante in questa situazione, bensì sul caso specifico. Del Neri è apparso scocciato già da tempo per il rumoroso silenzio e per l'assenza del campione, che durante la sua convalescenza non si è mai fatto vedere a Vinovo, tanto meno allo stadio, in un momento delicato della storia bianconera, che la nuova società sta tentando di riportare agli antichi fasti. A sua volta anche Buffon si è risentito, a suo dire a causa della lontananza della nuova società, che non gli è stata vicina nei momenti difficili post operazione e sopratutto non l'ha fatto sentire al centro del nuovo progetto. A incrinare un rapporto non idilliaco ci si è messo Marco Storari, autore fin qui di un ottima stagione; come se non bastasse poi, tra lo staff di Del Neri e il giocatore c'è uno screzio a causa dell'allontanamento del preparatore personale di Buffon....insomma la situazione è delicata, la scintilla tra le due parti non è mai scoccata.
Personalmente, per certi aspetti, trovo errato il comportamento della società, che avrebbe dovuto supportare al meglio una sua bandiera; trovo disdicevole la strategia tecnica che a parole  considera Buffon come patrimonio della Juve, cosa che però in corso Galileo Ferraris hanno non hanno dimostrato con i fatti acquistando un altro portiere, avendone già in casa uno, Manninger, che avrebbe potuto benissimo sostituire il collega come aveva già fatto in passato.Inoltre l'austriaco accetterà di fare il terzo portiere? Non credo. La strategia di mercato non è per nulla chiara ma, come dicevo, di mercato non voglio parlare troppo.
Allo stesso tempo, nonostante la stima illimitata e la gratitudine che nutro nei confronti del miglior portiere degli ultimi decenni, trovo errato il comportamento di Buffon. Una personalità della sua levatura non può mancare per il gruppo in momenti così. La sua assenza e il suo silenzio fanno un rumore di cui la Juve non ha bisogno dopo i recenti tumulti.
E fin qui siamo pari, 1-1. Ma ecco che con le parole di Del Neri riesplode il caso Buffon. Parole a mio avviso dovute dopo un periodo in cui lo spogliatoio si era impadronito della società, arrivando persino a decidere le sorti degli allenatori. La vecchia guardia, diventata indelebile monumento della storia juventina per non aver abbandonato la nave naufragata nei mari della B, ha iniziato, già nella seconda e ultima stagione di Ranieri, ad influenzare negativamente l'ambiente. In più, sentendosi ancora in credito, si è seduta sugli allori, arrivando così alla stagione degli orrori appena trascorsa, avvallata da una società fantasma che per fortuna è stata rivoluzionata. Tutte queste parole per dire cosa? Per dire che Del Neri ha ragione, nessuno ha il posto garantito, nemmeno leggende come Buffon e Del Piero, assunto che la nuova società ha ribadito con le cessioni di giocatori del calibro di Trezeguet e Camoranesi, altre leggende del recente passato bianconero. La solidità del gruppo, minata dai comportamenti di cui sopra, è fondamentale e all'altare di questa...ebbene sì, anche Buffon deve essere messo in discussione. E se aggiungiamo che negli ultimi due anni è stato più in infermeria che in campo, che il suo stipendio è quattro volte quello di Storari che garantisce comunque ottime prestazioni....ebbene sì io sto con Del Neri. Il quale non ha detto chissà quali eresie, non si è certo macchiato di lesa maestà. Certamente poteva essere più dolce e diplomatico, esprimendo gli stessi concetti indorando l'amara pillola, ma solo questo si può contestare al tecnico. Le sue parole sono un segnale forte, il segnale che la Juve sta guarendo, che c'è finalmente una società seria non più schiava dei propri tesserati. La strada intrapresa è quella giusta, i risultati lo dimostrano, anche se ci vorrà del tempo.
Silvano Martina afferma che Buffon non ha più niente da dimostrare....per quanto riguarda il campo sono d'accordo: Buffon è uno dei più forti di tutti i tempi, è stato una colonna della Juventus e della nazionale e speriamo lo rimanga fino a fine carriera, ma deve volerlo e dimostrarlo. Si, questo deve dimostrare, di volere ancora fortemente la Juve. Non vorrei che tutto questa commedia di torti fatti e subiti nasconda in realtà una precisa strategia per giustificare l'agognato cambio di squadra. Se così fosse ben vengano le sirene inglesi o tedesche. I giocatori vanno, la Juventus rimane.

MDZ